Roberto Angelini: l’eredità di Walter Cugno e la sfida dell'ignoto tra Torino e la NASA

Nel mosaico di volti che compongono il docufilm L'uomo delle stelle, la storia dell'Ing. Roberto Angelini, oggi Responsabile di Dominio in Thales Alenia Space, brilla per una prospettiva che unisce il rigore tecnico alla cultura della "grande famiglia". Entrato in azienda nel 1997 sotto la guida di Walter Cugno, Roberto ci svela come l’ottimismo incrollabile e il lavoro di squadra abbiano trasformato le sfide spaziali in successi globali.


Il trauma del Columbia: un sabato a Houston

Il rapporto tra Angelini e lo spazio è segnato da un momento drammatico: il 1° febbraio 2003. Roberto si trovava a Houston per un corso NASA proprio mentre lo Shuttle Columbia andava distrutto al rientro.


  • L’emozione: "Avevamo visto il corridoio riempirsi di gadget per il rientro degli astronauti".
  • La resilienza: Quel trauma ha forgiato la necessità di non farsi mai prendere dal panico, un insegnamento che Walter Cugno ha sempre messo al centro della sua leadership.


Il metodo Cugno: ottimismo e lavoro di squadra

Oggi che Roberto Angelini occupa la posizione che fu di Walter, il ricordo del suo mentore è un pilastro operativo. Da Cugno ha imparato che il lavoro di squadra è l'unico vero amplificatore dello sforzo personale. "Walter ha incarnato lo spirito di questa azienda più di chiunque altro negli ultimi 50 anni", racconta Angelini, sottolineando come la disponibilità e la "porta aperta" siano diventate un'eredità da trasmettere ai giovani.


Dai "Fit Check" di Torino alle macchine per Marte

Uno dei capitoli più tecnici riguarda il Nodo 2 e le attività extraveicolari. Angelini era il responsabile dei fit check:


  1. L’incontro: Un anno prima del lancio, sei astronauti (tra cui un giovane Paolo Nespoli) vennero a Torino.
  2. L'istruzione: Il team torinese istruì gli astronauti sulle peculiarità meccaniche dei moduli, garantendo che ogni bullone d’ancoraggio funzionasse perfettamente a 400 km di altezza. Oggi quella stessa ingegneria punta a Marte e alla Luna, con veicoli che sfidano velocità di rientro di 10 km al secondo.


Una passione che diventa eredità familiare

Nonostante i sacrifici, Angelini ha portato la cultura del lavoro tra le mura di casa. Ai suoi figli, cresciuti tra racconti di cene con astronauti e onde gravitazionali, ha trasmesso l'entusiasmo per l'incredibile: costruire macchine che studiano l'eco del Big Bang a milioni di chilometri dalla Terra.


"Spero di essere stato una parte importante del tuo viaggio, come tu lo sei stato del mio": è questo il ringraziamento finale di un uomo che continua a guardare il cielo, orgoglioso di aver costruito la casa dell'umanità tra le stelle.


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